PORTA BARETE, UN’OCCASIONE DA NON PERDERE
10 luglio 2014
RISOLVERE ASSOLUTAMENTE IL CASO DELL’ANTEMURALE DI PORTA BARETE
- di Antonello Buccella
Nelle note ed incresciose difficoltà
della ricostruzione aquilana, scoppiate in queste ultime settimane, dopo
la pausa delle elezioni regionali e dopo le due conferenze organizzate
dalla senatrice Enza Blundo del M5Stelle ed altri articoli web su Porta
Barete, i 120 giorni fissati dalla Soprintendenza Regionale ai Beni
Culturali per decidere sull’eventuale vincolo da apporre o no
all’antemurale di Porta Barete medesima, stanno ormai rapidamente
giungendo a scadenza.
Da tecnico informatico, richiesto per
approntare una serie di ricostruzioni graficizzate di quel che potrebbe
essere la soluzione dello spinoso problema urbanistico della zona di
Santa Croce e dell’antemurale in oggetto, credo sia utile far conoscere
una delle varianti di tali ricostruzioni virtuali, della quale
nell’assemblea pubblica del novembre 2013 era già stata proiettata una
vista prospettica simile ma da un altro punto di vista, molto più
ravvicinato e da una ricostruzione tridimensionale non ancora totalmente
aggiornata.
Come si vede in questa elaborazione
virtuale del febbraio 2014 (che tiene conto della cessione del triangolo
edilizio accanto a Via Roma, dichiarata in precedenza da Berardino Del
Tosto), si tratta sempre della soluzione di compromesso che mons.
Antonini aveva proposto già nel novembre 2013 dopo aver appreso che, al
contrario di quanto egli supponeva nel 2010, sia l’immobile Del Tosto
sia quello del civico 207 di via Roma per ragioni diverse sarebbero
rimasti sul medesimo sito pre-sisma.
Questa soluzione avrebbe permesso di
recuperare al completo le mura e le due torri della piazzetta d’armi
interna, ed al contempo consentita la già autorizzata ricostruzione del
caseggiato al suo posto. Unico benemerito regalo che ne sarebbe
conseguito in favore della Città era la liberazione dell’intorno del
fabbricato dal terreno di riempimento, consentendo quindi la convivenza
del civico 207 con l’importante angolo di storia aquilana riscoperto
attorno, come dimostrato anche nell’animazione del video pubblicato nel
dicembre 2013.
Si sarebbe così potuto riaprire al
transito pubblico ed alla fruizione lo spazio sufficiente di pomerio
interno per restituire al godimento cittadino la storica fortificazione
d’ingresso Ovest della Città, sepolta alla visione nel primo Ottocento,
oltre che restituire l’originario e scenografico impatto visivo che in
antico e per quasi cinque secoli (!) la città aveva avuto per chi,
provenendo da Roma, vi si avvicinava.
Evidentemente, condizione necessaria ad
ottenere quanto appena detto era anche l’eliminazione del terrapieno di
Via Roma, riabbassata (non eliminata) alla sua quota originaria.
Oggi dopo lo scavo archeologico le cose
si sono complicate. Il torrioncino interno scoperto sul retro
dell’antiporta, che non si conosceva, si è rivelato distare appena solo
un metro dal fabbricato. Cosa pertanto verrà deciso dagli organi
responsabili competenti? La delocalizzazione, come auspicato da tanti
cittadini sulla stampa, sul web e in alcuni sondaggi? Oppure la
ricostruzione del caseggiato, riadattato e ben integrato all’area
riscoperta?
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In ogni caso, per il bene della Città,
rendiamoci tutti conto della grande occasione che si verrebbe a perdere
se nel caso di Porta Barete – e in altri successivi – non si riuscisse a
trovare una valida soluzione, che sappia rivalutare il nostro
patrimonio storico, (rispondendo ai migliori canoni dell’estetica e
della funzionalità) tenendo comunque in considerazione e soddisfacendo,
sia i diritti dei privati che quelli dei cittadini.
Antonello Buccella
da 6 aprile
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