ambiente
L’acqua del fiume Vera
Ricordate l'acqua
della Sorgente Alta del Vera che dopo il sisma del 2009 faticosamente
cercava la luce per riaffiorare in superficie? Bene dopo aver visto la
luce si è di nuovo riversata per tutto il canale "Mozzetti". Canale
Mozzetti è stata un'opera di ingegneria idraulica di primissimo ordine,
quando non "c'erano gli ingegneri". L'acqua ha quotidianamente percorso
il canale per diversi chilometri partendo da una quota e arrivando
sempre copiosa e forte alla stessa quota di partenza. Sarebbe stato
giusto e sacrosanto che la civicità si fosse prestata al recupero di
questo manufatto, ma così non è stato e difficilmente sarà. Siamo in
presenza di una civiltà evanescente, gassosa, volatile. Una civiltà
basata su parole, promesse e poco rispetto per il prossimo. Per fortuna
che la "natura" con pazienza e perseveranza si è ripreso quello che la
stessa aveva tolto precedentemente. Ora tocca a noi temperesi
ripristinare il restante percorso del canale in modo da restituirgli
pienezza e forza. Dobbiamo farlo noi perché l'amministrazione comunale è
sorda, cieca ed insensibile. Cecità e sordità perché interventi sulla
storia e la nostra cultura non portano voti e consenso e non alzano il
"Pil". Conviene affidarsi alle virtù di base. Tuttavia anche nella buona
sorte scorgiamo nubi all'orizzonte. Guardando il paesaggio del Vera con
alle spalle il Monte D'Ocre, sul lato destro del paese scorre la Riga
di Mezzo. Un’acqua sempre fresca chiara e pura.
Tanto fresca e chiara
che
ha fatto venire in mente a qualcuno di costruirci una strada-
sentiero(?) che inizia alle porte del paese e quindi offre al viandante
l'opportunità di entrare nella zona di "Pellicola". Per fare cosa? Quale
utilità? Il vecchio Pellicola intervistato a metà degli anni '80 allor
quando si voleva costruire la discarica alla "Caminole" sensatamente, al
giornalista di Rai3 fece notare che aveva ricevuto in eredità un
ambiente di inestimabile valore e rispondeva: "perché tocca sporcarlo?
Meglio tenerlo integro e pulito". Saggezza e sguardo verso il futuro.
L'esatto
contrario degli apprendisti stregoni del "medioevo moderno". Spero
almeno che la Commissione Territorio attenta, giustamente, per altre
situazioni, mostri la stessa sensibilità verso questo angolo
dell'Aquilano ancora intatto.
Alfonso De Amicis
Tempera
da Il Centro
Nessun commento:
Posta un commento