lunedì 28 luglio 2014

ambiente

L’acqua del fiume Vera

Ricordate l'acqua della Sorgente Alta del Vera che dopo il sisma del 2009 faticosamente cercava la luce per riaffiorare in superficie? Bene dopo aver visto la luce si è di nuovo riversata per tutto il canale "Mozzetti". Canale Mozzetti è stata un'opera di ingegneria idraulica di primissimo ordine, quando non "c'erano gli ingegneri". L'acqua ha quotidianamente percorso il canale per diversi chilometri partendo da una quota e arrivando sempre copiosa e forte alla stessa quota di partenza. Sarebbe stato giusto e sacrosanto che la civicità si fosse prestata al recupero di questo manufatto, ma così non è stato e difficilmente sarà. Siamo in presenza di una civiltà evanescente, gassosa, volatile. Una civiltà basata su parole, promesse e poco rispetto per il prossimo. Per fortuna che la "natura" con pazienza e perseveranza si è ripreso quello che la stessa aveva tolto precedentemente. Ora tocca a noi temperesi ripristinare il restante percorso del canale in modo da restituirgli pienezza e forza. Dobbiamo farlo noi perché l'amministrazione comunale è sorda, cieca ed insensibile. Cecità e sordità perché interventi sulla storia e la nostra cultura non portano voti e consenso e non alzano il "Pil". Conviene affidarsi alle virtù di base. Tuttavia anche nella buona sorte scorgiamo nubi all'orizzonte. Guardando il paesaggio del Vera con alle spalle il Monte D'Ocre, sul lato destro del paese scorre la Riga di Mezzo. Un’acqua sempre fresca chiara e pura.
Tanto fresca e chiara
che ha fatto venire in mente a qualcuno di costruirci una strada- sentiero(?) che inizia alle porte del paese e quindi offre al viandante l'opportunità di entrare nella zona di "Pellicola". Per fare cosa? Quale utilità? Il vecchio Pellicola intervistato a metà degli anni '80 allor quando si voleva costruire la discarica alla "Caminole" sensatamente, al giornalista di Rai3 fece notare che aveva ricevuto in eredità un ambiente di inestimabile valore e rispondeva: "perché tocca sporcarlo? Meglio tenerlo integro e pulito". Saggezza e sguardo verso il futuro.
L'esatto contrario degli apprendisti stregoni del "medioevo moderno". Spero almeno che la Commissione Territorio attenta, giustamente, per altre situazioni, mostri la stessa sensibilità verso questo angolo dell'Aquilano ancora intatto.

Alfonso De Amicis
Tempera

da Il Centro

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