martedì 4 gennaio 2011

Il Sindaco Cialente risponde alla Caritas

Ricostruzione eterodiretta, il sindaco risponde alla Caritas

Lusi (Pd): "Maggior rispetto per la Caritas"


L'Aquila, 4 gen 2011 - “Sono molto amareggiato dall'intervista rilasciata da monsignor Nozza”- comincia così la replica del sindaco Massimo Cialente, alla conferenza stampa tenutasi oggi, proprio per ribattere alle critiche mossegli sul settimanale Famiglia Cristiana. Un attacco da parte della Caritas che arriva inaspettato e lascia molta amarezza.

Il sindaco si preoccupa di chiarire la situazione – la città paga attualmente un assetto urbanistico totalmente stravolto, sono nate diciannove new town che hanno sconvolto la struttura cittadina, non solo dal punto di vista urbano ma, soprattutto culturale e sociale.- Queste le sue parole e ciò che si chiede alla Caritas sono progetti definitivi, ma che soprattutto non siano in contraddizione con il piano regolatore: quello che emerge, infatti, è che la maggior parte delle proposte sono state fatte per luoghi in cui non è possibile costruire strutture definitive, perché le aree non lo permettono. Zone in cui vige ad espio il rispetto cimiteriale.

“Non è possibile realizzare manufatti definitivi su territori che non possono ospitarli, secondo il piano regolatore” continua l'assessore Di Stefano, precisando che sono stati approvati cinque progetti, uno di questi è ad esempio il centro “Dopo di noi” per disabili, che però ancora non riescono a partire. Perché?

E' quello che si chiede lo stesso sindaco, che prosegue con toni sempre più accesi, affermando che “ il problema sta tutto nella governance nella gestione della ricostruzione, una governance che è totalmente eterodiretta e che non vede il coinvolgimento di nessun aquilano, ogni decisione viene presa dall'alto e le istituzioni comunali non sono libere di decidere ciò che davvero vogliono.”

Si ricorda inoltre che circa il 30% delle aree nelle new town che dovrebbero accogliere strutture polifunzionali, sono del comune, i progetti allora non partono per problemi di proprietà? Non è chiaro.

“A L'Aquila c'è un enorme bisogno di ricostruire il tessuto sociale cittadino, mediante strutture che accolgano anziani, giovani, punti di ritrovo nei nuovi progetti c.a.s.e, l'aiuto della Caritas è necessario, ma non si può pensare di dirigere tutto da Roma”- continua Stefania Pezzopane .

Il messaggio che chiaramente passa dall'intervista di monsignor Nozza è quello di un comune inetto, incapace nell'amministrazione dei fondi che arrivano, quasi paralizzato. Un danno per l'istituzione e i terremotati stessi. Un'intervista che sempre secondo le parole del sindaco non fa altro che sottolineare la direzione da parte di altri nella gestione della situazione e che continua ancor più a gettar fango sulle istituzioni cittadine che in realtà vengono continuamente scavalcate.

Di Sara Cavallo

I COMMENTI

LUIGI LUSI (PD) - "Maggior rispetto per la Caritas che da sempre svolge un servizio gratuito e senza scopi di lucro per tutti coloro che hanno bisogno, senza distinzione alcuna". Questo il commento del senatore Luigi Lusi, vice Presidente della commissione Bilancio del Senato, abruzzese impegnato da anni sul territorio abruzzese.

"La Caritas raccoglie fondi della cui destinazione è e resta l'unica responsabile" prosegue Lusi "ma se nel destinare quei fondi ha bisogno dell'intervento degli enti locali per le rispettive competenze, questa dialettica è legittima, sana e va rispettata. Nell'interesse di tutti."

"Non paga la sindrome da accerchiamento: non produce frutto nei confronti del dramma che solo gli aquilani sanno come lo stanno vivendo né chiarisce i problemi veri che sono sul campo, ma determina solo un progressivo isolamento del dramma e delle persone che lo subiscono. E tutto questo" afferma Lusi "va assolutamente evitato, mantenendo sempre aperto il dialogo tra istituzioni ed enti caritatevoli ai quali ultimi va reso onore per la meritoria e gratuita opera che svolgono sempre e in qualsiasi condizione."

"Quando si pone un problema, come ha fatto l'autorevole Direttore nazionale della Caritas nazionale," conclude il Lusi "si risponde alzando il telefono e proponendo un immediato incontro fra le parti con l'obiettivo di chiarire e definire le questioni aperte mediante l'avvio di procedure amministrative volte all'emanazione dei necessari provvedimenti amministrativi. Anche così si fa l'interesse degli aquilani, obiettivo da sempre perseguito dagli amministratori locali."
Aggiornato al 04/01/2011 22:30
da il Capoluogo

Nessun commento:

Posta un commento